Come proteggere?

Come prevenire e curare

Strumenti per proteggere

Normativa Italiana

Come prevenire e curare

Norme di base

  • setta insieme a tuo figlio le impostazioni sulla privacy
  • parlagli dell’importanza di rispettare la propria privacy: online è per sempre.
  • parlagli dell’importanza di rispettare la privacy altrui prima di pubblicare una foto in cui è presente un’altra persona
  • leggete insieme le linee guida della Community e l’informativa sulla privacy al fine di comprendere come vengono trattati i dati personali
  • ricordagli di mantenere riservate le password e le altre informazioni personali
  • spiega a tuo figlio come rimuovere tag, bloccare persone indesiderate, segnalare contenuti inopportuni o filtrare commenti offensivi.
  • aiuta tuo figlio a capire ciò che è opportuno condividere online e ciò che invece è inopportuno. Spiegagli che non dovrebbe condividere cose private, come: Informazioni personali, come nomi, e-mail, numeri di telefono, posizione e nomi di scuole, Informazioni personali di altre persone, Collegamenti per partecipare a chat di gruppo private, Foto di se stessi, Foto del loro corpo, come foto o video di natura sessuale.

Come dialogare

  • comunicazione per prevenzione e supporto. Elemento fondamentale per il genitore per prevenire possibili problematiche è imparare a stare online, conoscendo i luoghi e i linguaggi di internet e delle realtà a lui connesse – app, social. È molto importante che anche gli adulti utilizzino la rete in modo consapevole e costruttivo così da essere supporto e sostegno dei figli o dei minori con cui si è in contatto. Non si devono infatti demonizzare i nuovi media e le possibilità che offrono ma bisogna piuttosto valorizzarne l’utilizzo positivo e costruttivo che se ne può fare e trarre. È necessario che i teenagers facciano un uso critico ed informato dei nuovi e potenti strumenti che hanno a disposizione. Bisogna quindi stabilire un dialogo e un confronto: non basta regalare il telefono ma questo passaggio deve essere costruito insieme in modo che imparino non sono ad usarlo a livello pratico ma anche e soprattutto sociale, spiegando che tutto quello che avviene su internet ha importanza, dalle foto che si condividono alle parole che si scrivono. È necessaria una vera e propria alfabetizzazione digitale che coinvolga entrambe le parti. I genitori devono mettere delle regole come ad esempio il tempo di utilizzo del telefono/pc in modo che non diventino il luogo in cui i ragazzi trascorrono la maggior parte della giornata; per questo è essenziale dare stimoli alternativi come lo sport, la lettura, l’uscita con gli amici ma anche e soprattutto l’esempio: i ragazzi notano l’uso che fanno i genitori e copiano o ne traggono esempio. È fondamentale che i genitori insegnino l’uso di internet responsabile controllando le app che vengono installate, inserendo filtri per i contenuti e se necessario prendendo visione delle chat (specie se si tratta di preadolescenti) ma soprattutto avviando un dialogo in modo da fare questa esperienza insieme.
  • provvedimenti.  In generale, qualora il genitore o chi segua un ragazzo, dovesse notare comportamenti anomali e che ritiene segnale di malessere collegato a o generato da internet, la prima strada è quella della comunicazione. Dedicare più tempo al dialogo, all’ascolto anche dei messaggi non verbali del ragazzo, instaurare un legame di maggiore fiducia, mostrarsi realmente presenti ed attenti, sono i primi strumenti di intervento di un genitore. Qualora emerga uno stato patologico, sia il servizio sanitario nazionale che referenti scolastici, forze di polizia e psicoterapeuti privati, possono dare indicazioni su quali siano i percorsi da affrontare. Se emerge una problematica legata al cyberbullismo, bisogna sapere che dal 18 giugno 2017 è entrata in vigore una legge che tutela i minori per prevenire e contrastare tale fenomeno. Se un minore che ha compiuto 14 anni è vittima può chiedere l’oscuramento del contenuto anche senza autorizzazione dei genitori e se il sito non rispetta la richiesta ci si può rivolgere al garante per la protezione dei dati personali. In caso di denuncia, il minore con più di 14 anni deve recarsi accompagnato dal Questore che procederà ad un ammonimento.  L’altro importante fenomeno è la dipendenza da internet – internet addiction disorder-, riconosciuta ed entrata nel Manuale Diagnostico Disturbi Mentali da alcuni anni. Il soggetto fa un uso prolungato del telefono/pc ed è sempre meno incline a staccarsene, tanto che lo stare connesso a giocare/chattare diventa un’ossessione e quindi dipendenza. Essendo un problema riconosciuto, studiato e sempre più diffuso, sono stati creati percorsi appositi di disintossicazione e terapia sia per giovani che per persone adulte perché ovviamente tutti possono sviluppare questa dipendenza.
  • sensibilizzazione in caso di testimonianza (by-standers). Spesso oltre al bullo e alla vittima, entrano in gioco altri attori, i sostenitori e gli spettatori. Queste due categorie sono molto importanti nelle dinamiche di bullismo o cyberbullismo e possono svolgere due funzioni, una attiva e una passiva: nel primo caso attraverso il sostegno al bullo, incitandolo o aiutandolo nella diffusione del materiale; nel secondo caso limitandosi ad assistere agli atti del bullo senza fare niente. Ovviamente entrambe le posizioni sono negative. Anche genitori ed insegnanti possono svolgere la funzione passiva qualora, testimoni, non prendessero provvedimenti; è molto importante dunque essere sempre attenti ai comportamenti dei ragazzi, interessandosi e facendo domande in caso di situazioni strane. Per quanto riguarda i minori, è necessario fare prevenzione insegnando l’importanza di denunciare situazioni negative e pericolose di cui sono vittime o spettatori in modo da poter intervenire prontamente. 
  • influenza dello sharenting. Con questo termine si intende la condivisione da parte dei genitori, di molte – troppe – foto dei propri figli sui vari social sottoponendoli ad una sovraesposizione non voluta da parte dei minori. Le foto messe in rete circolano e diventano disponibili praticamente per chiunque e possono trasformarsi facilmente in materiale pedopornografico. Non solo, questo esibizionismo da parte dei genitori può causare anche danni a livello psicologico nel minore sottoposto costantemente, fin dalla nascita, al pubblico. Proprio per la portata significativa che inizia ad avere il fenomeno, sono cominciati anche provvedimenti legali e in alcuni stati i figli, una volta raggiunta la maggior età, possono denunciare i genitori per il materiale diffuso in rete.  

Strumenti per proteggere

Parental Control & Co.

Il Parental Control è un sistema che ha lo scopo di proteggere i bambini da contenuti considerati pericolosi o violenti presenti sul Web e nel dispositivo.

Sono diverse le app di Parental Control disponibili sia per Android sia per Apple ed è possibile cercare online quella più adatta alle proprie esigenze. In generale, le principali funzioni riguardano il controllo del bambino attraverso: limite dell’accesso ad alcune app presenti sul dispositivo, impostazione di un timer per limitare l’uso del cellulare, attivazione del blocca acquisti sul Play Store, notifica di quali app vengono maggiormente utilizzate, controllo dei contenuti “in entrata e in uscita” e delle nuove app installate.

Di seguito i link per attivare i Parental Control sui principali sistemi e console.

Controllo parentale su iPhone, iPad e iPod touch: https://support.apple.com/it-it/HT201304

Controllo parentale Android: https://support.google.com/googleplay/answer/1075738?hl=it

Controllo parentale su Samsung: https://www.samsung.com/it/apps/samsung-kids/

Controllo parentale su Nintendo: https://www.nintendo.it/Famiglia-Nintendo-Switch/Filtro-fa- miglia-per-Nintendo-Switch/Filtro-famiglia-per-Nintendo-Swi- tch-1183145.html

Controllo parentale per Xbox 360: https://support. xbox.com/it-IT/help/xbox-360/security/ xbox-live-parental-control

Controllo parentale per Playstation: https://www.playstation.com/it-it/parental-controls/

Controllo parentale su Microsoft: https://account.microsoft.com/family/home

Family Link GOOGLE

Una volta concessa dal genitore, l’autorizzazione per la creazione dell’account del figlio (richiesta fino a 13 anni), può essere utilizzata anche per: approvare i download e gli acquisti, gestire impostazioni quali SafeSearch per Ricerca Google, esaminare le autorizzazioni app utilizzate, modificare l’impostazione del filtro dei contenuti nell’app YouTube Kids, impostare i limiti per il tempo di utilizzo sui dispositivi, visualizzare la posizione dei dispositivi Android registrati e attivi.

www.1safe.it - UN’APP PER GESTIRE CASI DI CYBERBULLISMO

App di pubblica utilità e sicurezza partecipata che in funzione della partnership con Fondazione Carolina Onlus consente di attivare “Pronto Intervento Cyber” finalizzato a gestire correttamente le condotte di bullismo e cyberbullismo. L’app prevede 2 versioni: in quella disponibile per i genitori mette a disposizione materiali e video sempre aggiornati per guidarli nell’educazione digitale dei propri figli, mentre nella versione pensata per le realtà scolastiche consente di segnalare casi di cyberbullismo ricevendo indicazioni pratiche operative applicabili da subito nel contesto in cui si trovano ad operare dirigenti scolastici, docenti e personale ATA. Nei casi più gravi inoltre, consente di entrare in contatto con il Rescue Team. Nel pieno rispetto della privacy, le notifiche saranno visibili solo alla Fondazione e non agli altri utenti dell’app.

La normativa italiana e le leggi che tutelano la sicurezza online

Età minima: chi la rispetta?

Regolamento generale dell’Unione Europea sulla protezione dei dati –  GDPR (General Data Protection Regulation)
L’ art. 8 prevede il divieto di offerta diretta di servizi digitali ai minori di 16 anni, pur concedendo agli Stati membri la facoltà di stabilire un’età diversa (comunque non inferiore ai 13 anni).
Il GDPR stabilisce che il consenso sia prestato o autorizzato dal titolare della responsabilità genitoriale e prevede che il titolare del trattamento si adoperi per verificarne l’autenticità.
Con il Decreto Legislativo n.101/2018 in Italia è stata fissata l’età minima a 14 anni (ex art.6) e conseguentemente, in conformità con il GDPR, nessun minore di 14 anni può essere titolare di un account social.
La norma di sovente è disattesa, complici la mancanza di un metodo univoco dello Stato per la verifica del consenso e la contraffazione dell’età anagrafica – age swapping. Ogni social network prevede una specifica età per l’apertura di un account: il problema sorge nel momento in cui il sistema di controllo dell’età è inefficace e facilmente eludibile, cioè quando alla registrazione è richiesto di indicare l’età, senza doverla dimostrare.

Chi è responsabile: codice penale e civile

Imputabilità del minore
ART 97 cp: Il minore di anni 14 non è mai imputabile penalmente.
ART 98 cp: Il minore tra i 14 e i 18 anni è imputabile se viene dimostrata la sua capacità di intendere e di volere attraverso consulenti professionali.

Responsabilità dei genitori e dei docenti
L’art. 2048 cc. prevede due tipi di responsabilità per i fatti illeciti dei minori che abbiano la capacità di intendere e volere.

  • Culpa in educando
    Il padre e la madre, o il tutore sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei figli minori non emancipati o delle persone soggette alla tutela, che abitano con essi.
  • Culpa in vigilando
    I precettori e coloro che insegnano un mestiere o un’arte sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei loro allievi e apprendisti nel tempo in cui sono sotto la loro vigilanza. – comprendendo oltre le ore di lezione anche la ricreazione, le uscite didattiche, le ore di svago trascorse nei locali di pertinenza dell’istituto (cortile e palestra), fino all’uscita degli allievi dal plesso scolastico, incluso l’accompagnamento a casa con il pulmino se previsto e la riconsegna ai genitori.

NB. Le persone indicate sono liberate dalla responsabilità soltanto se provano di non aver potuto impedire il fatto

  • Culpa in organizzando: responsabilità dei dirigenti
    Art. 2043 cc: Ai dirigenti non spettano compiti di vigilanza, ma di organizzazione e controllo sull’attività degli operatori scolastici. Il dirigente è ritenuto responsabile nel caso non abbia posto in essere tutte le misure organizzative per garantire la sicurezza   nell’ambiente scolastico e la disciplina tra gli alunni.

Quali sono i reati a mezzo internet

  • diffamazione a mezzo Internet
  • furto d’identità e Sostituzione di persona
  • trattamento illecito dei dati personali
  • detenzione e diffusione di materiale pedopornografico
  • adescamento di minorenni
  • cyberbullismo

Legge 29 Maggio 2017, n.71 - disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo

La legge dedicata a Carolina Picchio è entrata in vigore il 18 giugno 2017 e la promotrice e prima firmataria è l’ex senatrice Elena Ferrara.
Finalità della legge: contrastare il fenomeno del cyberbullismo in tutte le sue manifestazioni, con azioni a carattere preventivo e con strategie di attenzione, tutela ed educazione nei confronti dei minori coinvolti, siano essi vittime o responsabili di illeciti.

I punti fondamentali della legge: 

  • riconoscimento del termine cyberbullismo: per la prima volta viene introdotta una definizione di cyberbullismo: «Qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto di identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito dei dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonché la diffusione di contenuti online aventi ad oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso o la loro messa in ridicolo»
  • possibilità per i minori di eliminare certi contenuti: un minore che abbia compiuto 14 anni e sia vittima di cyberbullismo può chiedere l’oscuramento del contenuto offensivo al gestore del sito anche senza l’autorizzazione dei propri genitori  (per risalire al gestore del sito: https://whois.domaintools.com). Il titolare del sito dovrà comunicare entro 24 ore dall’istanza di aver assunto l’incarico e provvedere a tale richiesta nelle successive 48 ore. Se la rimozione non avviene o se non è possibile identificare il gestore del sito Internet o del social media, l’interessato potrà rivolgere analoga richiesta al Garante per la protezione dei dati personali che dovrà intervenire entro le successive 48 ore.

Nello scrivere una segnalazione o un reclamo è necessario:

  • rappresentare i fatti
  • indicare eventuali reati
  • indicare l’URL del sito

Compito del Garante sarà di:

  • valutare l’illiceità della condotta
  • rimuovere, oscurare o bloccare il contenuto
  • darne notizia all’interessato

È possibile scaricare il modulo per segnalare i contenuti dal link: https://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/ docweb-display/docweb/6732688

L’indirizzo a cui inviare la segnalazione è: cyberbullismo@gpdp.it 

N.B.: la segnalazione può essere presentata direttamente da chi ha un’età maggiore di 14 anni o da chi esercita la responsabilità genitoriale sul minore.

  • identificazione per ogni istituto scolastico di un referente antibullismo, e possibilità per il dirigente scolastico di informare i genitori dei minori coinvolti nel caso in cui abbia notizia di eventuali atti di bullismo digitale, comminando anche sanzioni disciplinari qualora ricorrano le condizioni.

Il Referente presente in ogni istituto scolastico:

  • deve essere adeguatamente formato;
  • viene nominato dall’istituto scolastico nell’ambito della propria autonomia;
  • deve coordinare i progetti di prevenzione e contrasto al cyberbullismo anche con la collaborazione delle forze dell’ordine, delle associazioni e dei centri di aggregazione.

Si interfaccia con:

  • Forze di Polizia
  • i servizi minorili dell’amministrazione della giustizia
  • le associazioni e i centri di aggregazione giovanile sul territorio
  • rilevanza penale: la condotta può rilevare anche sul piano penale, infatti per gli autori di atti di cyberbullismo di età compresa fra i 14 ed i 18 anni, qualora non sia stata presentata querela o denuncia per i reati di ingiuria, diffamazione e minaccia, può scattare l’ammonimento ad opera del questore:
  • fino a quando non è proposta denuncia o querela chiunque (anche l’insegnante) può attivare la procedura di ammonimento.
  • il minore ultraquattordicenne viene convocato insieme ad almeno un genitore o al tutore.
  • gli effetti dell’ammonimento cessano con la maggiore età.
  • l’istruttoria è sommaria. È sufficiente un quadro indiziario che garantisca la verosimiglianza di quanto dichiarato.

 A cosa serve?

  • è un modo per responsabilizzare il minore e renderlo consapevole dei propri atti.
  • può prevedere un percorso di rieducazione.
  • può evitare che il contenuto diventi virale.
  • evita il protrarsi della condotta.
  • può contribuire a far cessare episodi di cyberbullismo ancora embrionali o ai primi stadi.


Come cambiano i regolamenti delle scuole?

Premessa: ogni istituto gode di un’autonomia scolastica nell’ambito della quale può prevedere delle sanzioni disciplinari in caso di inosservanza dei propri regolamenti.

    • vengono inseriti specifici riferimenti alle condotte di cyberbullismo nei Regolamenti di Istituto e nei Patti di Corresponsabilità.
    • vengono indicate le relative sanzioni

Uso dei cellulari in classe

Normativa d.p.r. 249/1988 (statuto degli studenti)

  • gli insegnanti possono vietare l’uso dei cellulari in classe
  • gli insegnanti possono chiedere agli studenti di lasciare il   telefono negli armadietti


Cosa NON PUÒ fare il docente:

  • perquisire lo studente
  • sequestrare il cellulare


Cosa PUÒ fare il docente:

  • custodire il cellulare durante l’orario di lezione
  • visionare un video o un messaggio su richiesta dell’interessato (vittima o relativi genitori)

HAI BISOGNO DI AIUTO? CONTATTA IL RESCUE TEAM
la squadra di professionisti in ambito psico-pedagogico, legale e mass media communication per la tutela dei minori online L’equipe interdisciplinare di Fondazione Carolina è composta da esperti, in grado di dare supporto clinico, educativo, legale e comunicativo. Ciò consentirà di intervenire tempestivamente, anche in presenza, a tutela delle vittime e per il recupero dei cosiddetti bulli.

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